C’è il rischio concreto che i soldati ucraini vengano abbandonati nella sacca di Pokrovsk, come già accaduto in passato.
Quando le truppe erano accerchiate, la situazione disperata, ma da Kiev non arrivava mai l’ordine di ritirata.
Risultato: centinaia (se non migliaia) di uomini sacrificati inutilmente.
Perché?
Forse per guadagnare tempo, per mostrare agli alleati una situazione “migliore” di quella reale e continuare a chiedere soldi e armi.
Difficile dire “stiamo resistendo bene” se una roccaforte come Pokrovsk cade, no?
Allora meglio fingere che sia tutto sotto controllo.
Il problema è che i report indipendenti raccontano tutt’altro.
E tutti gli analisti concordano: se Pokrovsk cade, per Kiev sarà un disastro.
A quel punto mi chiedo:
Cosa farà Zelensky?
E cosa farà l’Europa?
Affronteranno la realtà, o continueranno a ripetere la solita cantilena — più armi, più miliardi, fino alla resa di Putin —
mentre a cadere, uno dopo l’altro, sono i loro stessi soldati?
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