ADDIO NATO, CRIMEA E DONBAS PER ZELENSKY


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Addio NATO, addio Crimea, addio Donbass.

Zelensky è stretto nella morsa perfetta:
– scandalo corruzione che ogni giorno tira fuori nuovi nomi
– disastro al fronte, con i russi che ormai passeggiano dentro Pokrovsk e Kupyansk

Così, alla fine, dice sì (o quasi) al “piano di pace” di Trump.
Ventotto punti che oggi conosciamo un po’ meglio.

Il menu non esaustivo è questo:

– Donetsk e Luhansk interamente alla Russia
– Kherson e Zaporizhzhia divise lungo l’attuale linea del fronte
– Niente NATO per l’Ucraina
– Esercito dimezzato: 400.000–600.000 soldati
– Patto di non aggressione firmato da tutti, compresa l’Europa
– Garanzie di sicurezza stile Articolo 5 per Kiev
– Ricostruzione dell’Ucraina con 100 miliardi, presi dagli asset russi

Per ora da Mosca non è arrivata nessuna conferma ufficiale.
Ma nemmeno a Mosca sono arrivate comunicazioni da Kiev: “Da Kiev non ci è arrivato nulla, vediamo se vogliono negoziare davvero.”

Ieri pomeriggio intanto succede questo:
– Kiev prima rifiuta tutto (“È assurdo, inaccettabile!”)
– Zelensky incontra i vertici del Pentagono
– Esce dalla porta e, improvvisamente, dice di voler “lavorare in modo costruttivo”

Quanto durerà questa “apertura”?
Boh.
Anche perché le pressioni interne per non cedere territori sono enormi.

E poi c’è l’Europa.
Che sta facendo di tutto per sabotare qualunque trattativa.

La Kallas ha detto:
“I piani di pace non possono funzionare senza Europa e Ucraina. Il nostro piano è in due punti: indebolire la Russia e sostenere Kiev.”

L’Europa praticamente è l’ultimo giapponese sulla montagna che non ha capito che la guerra è persa.

E i 28 punti?
Sì, sono sgangherati.
Sono ingiusti.
Sono tutto quello che vuoi.
Ma sono anche l’unica proposta sul tavolo.
Perché l’alternativa è il collasso totale di Kiev.

Che sia tra due mesi, un anno, o due anni, cambia poco.
Se il risultato finale è lo stesso o peggiore di oggi, la durata non conta.

Solo il guerrafondaio col pigiama mimetico riesce a dire che “siccome la Russia ci mette troppo a conquistare tutta l’Ucraina, allora abbiamo vinto”.

La realtà è semplice:
se vai al tappeto al decimo round, hai perso l’incontro comunque.

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Danilo Torresi