L’Europa è in agitazione. Nel panico totale.
Spiazzata dal piano segreto di Trump, scritto e concordato con i russi alle spalle di Kiev e dell’Europa.
E loro, indignatissimi: Come avete osato escluderci? Noi, i paladini della pace!
Già.
Poi però qualcuno — uno sveglio, ogni tanto capita — si fa la domanda giusta:
“Perché siamo stati esclusi?”
La risposta è facile:
perché non abbiamo fatto NIENTE per meritarci un posto al tavolo.
Per tre anni l’unica strategia europea è stata:
– miliardi
– armi
– altre armi
– altre sanzioni
– e ovviamente zero diplomazia
Risultato?
Nel 2025 ci ritroviamo con l’Ucraina distrutta, senza il Donbass e l’Europa piena di debiti.
Brillante.
Adesso li vedi lì: telefonate, riunioni, vertici, facce tese.
Cercano “un’alternativa al piano di pace”.
E qui mi viene l’orticaria.
Perché sappiamo bene cosa intendono per “alternativa”:
– nuove armi (“ha funzionato così bene finora…”)
– nuove sanzioni
– niente concessioni territoriali
– e “costringere Putin al negoziato”
Notizia:
Putin sta già negoziando. Ma con gli Stati Uniti, non con l’Europa.
L’altro rischio?
Che i geni nostrani provino — di nuovo — a convincere Zelensky a non accettare il piano di Trump.
Che è sgangherato, ingiusto, sbilanciato. Tutto vero.
Ma è anche l’unica proposta reale sul tavolo.
L’alternativa? La distruzione totale dell’Ucraina.
Una guerra che loro non possono vincere e che noi non possiamo permetterci.
Se l’Europa sabota anche questo, finirà come sempre:
tra qualche mese ci ritroveremo qui a dire le stesse identiche cose.
Con altre Pokrovsk e altre Kupyansk perse.
E altri morti da nascondere sotto al tappeto.
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