Dopo le parole di ieri del ministro degli Esteri ucraino, secondo cui Zelensky sarebbe pronto a un faccia a faccia con Putin, arriva a sorpresa il sì del Cremlino.
La notizia viene rilanciata prima da un’agenzia tedesca e poi, rapidamente, da gran parte dei media europei.
Sarebbe la seconda volta.
La prima, mesi fa, Zelensky aveva già rifiutato.
Vedremo se stavolta andrà diversamente o se anche questa apertura finirà nel nulla, come spesso accade.
Perché il copione è noto: quando il negoziato diventa qualcosa di concreto, Zelensky si tira indietro e accusa Mosca.
A volte con motivazioni militari, come il mancato stop ai bombardamenti.
Più spesso per le questioni fondamentali, su cui Kiev non è disposta a cedere di un millimetro, nonostante stia perdendo la guerra.
Al di là del balletto mediatico, oggi un incontro tra i due presidenti sarebbe sostanzialmente inutile, se non come spot.
I nodi principali restano irrisolti:
– il dossier territoriale del Donetsk/Donbass
– la presenza delle truppe NATO in Ucraina
Zelensky non vuole cedere sul primo e insiste sul secondo.
Per questo è probabile che, alla fine, non se ne farà nulla.
Questi episodi però servono a chiarire le reali intenzioni.
A noi viene ripetuto continuamente che l’accordo di pace non arriva perché la Russia lo ostacola. Lo ribadisce anche oggi Kaja Kallas, giovedì 29 gennaio.
Ma è evidente che nessuno dei due è davvero pronto a un accordo.
Se la posizione russa può apparire comprensibile, visto che sta ottenendo ciò che vuole con la forza, resta molto più difficile spiegare quella ucraina: con la situazione attuale al fronte, l’Ucraina avrebbe un’estrema necessità di un accordo che metta fine al conflitto.
_____________________
Grazie per aver letto questo articolo!
Se ti è piaciuto, considera di abbonarti 👈 qui.
Con il tuo sostegno, potrò continuare a produrre contenuti di qualità e a condividere le mie conoscenze e le mie idee con te, sia attraverso il sito che attraverso i miei video su YouTube.
Grazie per il tuo supporto!