SIGONELLA, IL GOVERNO SMENTISCE TUTTO | PAURA DEGLI USA?


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La questione di Sigonella e dello stop agli americani, annunciata dall’articolo del Corriere della Sera su Crosetto che avrebbe chiuso la base, si rivela una farsa.

Quella che sembrava una svolta, di fatto non c’è.

Un nuovo articolo del Corriere cita un comunicato di Palazzo Chigi, che chiarisce la posizione del governo:

“Ogni Stato ha le sue regole e le sue dinamiche politiche, ma la nostra decisione non ha nulla a che vedere con quanto avvenuto in Spagna.”

Quindi si prendono le distanze dalla scelta della Spagna di chiudere basi e spazio aereo agli Stati Uniti, anche per operazioni legate all’Iran.

E questo fa capire che l’Italia, di fatto, lascia campo libero agli Stati Uniti.

Al massimo ci sarebbe stata una limitazione temporanea di alcuni voli, da venerdì scorso a oggi, per motivi non ben chiariti.

Il che lascia intendere che finora si sia chiuso più di un occhio su ciò che è avvenuto sulle basi italiane.

Sempre dal Corriere, un altro articolo riporta la posizione della Casa Bianca:

“Roma è di supporto.”

Un funzionario statunitense, citato dal giornale, afferma che:

“L’Italia è attualmente di supporto nel fornire accesso, uso delle basi e sorvolo delle forze statunitensi.”

Quindi la chiusura, di fatto, non esiste, se non in forma molto limitata o puramente comunicativa.

Anche perché da settimane si segnalano voli e traffico anomalo sulle basi di Sigonella e Aviano, che il governo continua a definire come semplice gestione logistica, quindi non direttamente collegata ai bombardamenti.

Tutta la crisi e la presunta chiusura emersa inizialmente, quindi, non trova conferma.

Infatti sia Meloni che Crosetto sono intervenuti pubblicamente per chiarire che con gli Stati Uniti va tutto bene.

Crosetto ha scritto:

“Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti USA. Cosa semplicemente falsa, le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato.”

E ancora:

“Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo, per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento, in assenza della quale non è possibile concedere nulla, e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente.”

Quindi viene presentata come una questione tecnica, ma nella sostanza non c’è stata alcuna vera chiusura.

A questo punto viene il dubbio che si sia trattato più di un’operazione politico-mediatica, per cercare di imbonire l’opinione pubblica dopo la batosta del referendum, che ha mostrato quanto il governo sia meno condiviso di quanto sostenuto.

Oppure una fuga di notizie non gradita, che rischiava di mettere in dubbio l’appoggio agli USA.

In realtà si tratterebbe di un caso molto circoscritto: due bombardieri americani, che passando per Sigonella, avrebbero comunicato solo durante il volo la destinazione verso il Medio Oriente, e per questo sarebbe stata negata l’autorizzazione.

Probabilmente una decisione limitata solo a quei due casi.

Quindi una presa di distanza timidissima da Washington.

Anche perché c’è il timore di ritorsioni politiche da parte di Trump, e infatti il governo si è affrettato a smentire qualsiasi blocco.

Il blocco, di fatto, è inesistente, e non ha nulla a che vedere con la scelta della Spagna.

Nel frattempo, però, restano le conseguenze economiche.

L’Europa, e l’Italia in particolare, stanno subendo una crisi economica ed energetica, legata anche alla guerra in Iran e alla scarsità di carburante.

Si parla addirittura di razionamenti, su indicazione europea, perché si prevede un periodo prolungato di difficoltà.

Una crisi che deriva dalla guerra scatenata dagli Stati Uniti e da Israele, ma che sta ricadendo soprattutto su di noi.

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Danilo Torresi