AVANZATE UCRAINE? | LA REALTÀ SUL FRONTE È UN’ALTRA


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Parliamo dell’Ucraina, perché anche qui la distanza tra narrazione e realtà sul campo continua ad allargarsi.

Secondo l’Institute for the Study of War, nelle ultime ore l’Ucraina avrebbe ottenuto diverse riconquiste e avanzate, soprattutto nel Donetsk, ma anche in altre aree del fronte. Le agenzie occidentali, tra cui l’Agence France-Presse, rilanciano questa lettura parlando di una fase nuova, quasi di equilibrio.

Addirittura, sempre sulla base dei report ISW, si è arrivati a dire che nel mese scorso i russi non hanno fatto quasi progressi territoriali. Tradotto: avanzata rallentata al minimo, quasi ferma.

E qui bisogna fermarsi un attimo.

Perché questa è la fotografia che passa: Russia rallenta, Ucraina avanza.

Poi però vai a vedere meglio cosa succede davvero.

Nella notte, l’Ucraina avrebbe attaccato piattaforme petrolifere nel Mar Caspio. Anche qui, come sempre, grande enfasi mediatica: immagini, fuoco, successo. Ma la domanda resta: questi attacchi cambiano qualcosa sul campo? No. Non modificano gli equilibri della guerra.

Nel frattempo, sul fronte, lo stesso Stato maggiore ucraino parla di 173 scontri nelle ultime ore, con epicentro sempre lì, Pokrovsk, nel Donbass. L’aeronautica ucraina segnala 160 droni russi lanciati contro il Paese.

Quindi da una parte si parla di avanzate ucraine, dall’altra abbiamo pressione militare costante russa.

E infatti, se entriamo nel dettaglio delle “riconquiste” riportate, troviamo avanzamenti ucraini in Kharkiv, a Piskane, a nord-est di Sloviansk, a ovest di Pokrovsk e nella zona di Hulyaipole, in Zaporizhia.

Ma attenzione: non ci sono grandi approfondimenti. Si parla di “evidenze”, di movimenti limitati, di riconquiste locali.

Dall’altra parte, la TASS – fonte russa, quindi da prendere per quello che è – parla della conquista di un nuovo centro abitato. Informazione che ovviamente non trova spazio nelle agenzie occidentali.

E qui entra il solito schema.

Quando avanzano gli ucraini → riconquiste

Quando avanzano i russi → infiltrazioni, oppure “non significative”

Lo stesso ISW parla di infiltrazioni russe geolocalizzate, quindi confermate da immagini, ma precisa subito che non modificano il controllo del territorio.

Sempre ISW dice che la Russia sta dando priorità alla direzione di Hulyaipole, ma “senza avanzamenti significativi”. Ed è esattamente la stessa zona dove vengono segnalate le riconquiste ucraine.

Quindi, stesso territorio, due letture diverse.

Nel frattempo, sul terreno succedono cose più concrete.

Un attacco importante su Sumy, operazioni offensive russe segnalate da fonti russe, ma che l’ISW dice di non poter confermare in termini di progressi. E poi un segnale politico-militare interno: Ukrainska Pravda riporta la rimozione del comandante dell’11° corpo d’armata, dopo la perdita rapida di Siversk.

E questo è un punto chiave.

Se davvero la situazione fosse così favorevole a Kiev, perché rimuovere un comandante per una perdita territoriale?

E allora proviamo a mettere insieme i pezzi.

Da una parte abbiamo una narrazione che parla di:

riconquiste, equilibrio, rallentamento russo

Dall’altra abbiamo:

attacchi continui russi, pressione su Pokrovsk, drone su larga scala, perdite territoriali, comandi rimossi

Il risultato qual è?

Un equilibrio molto fragile, molto instabile. Dove ci sono micro-avanzate da entrambe le parti, ma nessun vero ribaltamento.

E soprattutto una cosa: la sensazione che la guerra sia cambiata… perché se ne parla meno.

Ma non è così.

Non se ne parla perché c’è l’Iran.

Non perché sia finita.

E quindi il rischio è sempre lo stesso.

Guardare i titoli e pensare che l’Ucraina stia vincendo.

Quando invece, sul terreno, la realtà è molto più semplice e molto più dura:

una guerra di logoramento, lenta, continua, dove ogni metro viene conquistato e perso… senza cambiare davvero il quadro generale.

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Danilo Torresi