A quanto pare Odessa è stata devastata dall’attacco russo di queste ultime ore. Le infrastrutture portuali sono state danneggiate, si sono verificati diversi incendi, e sono stati colpiti e distrutti edifici amministrativi, container e anche edifici residenziali.
Inoltre, è stato danneggiato anche il più grande porto dell’Ucraina sul Danubio, sempre durante gli attacchi russi delle scorse ore. Anche qui parliamo di infrastrutture colpite, edifici danneggiati e incendi, quindi un colpo diretto alla logistica e alla capacità economica del paese.
Nel frattempo, le fonti russe dichiarano di aver preso il controllo di Zibino, nella regione di Kharkiv.
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Parallelamente, l’intelligence ucraina ribadisce che la Russia si sta preparando a una offensiva primaverile-estiva.
E io mi chiedo: ma non l’avevano sventata? Non ci avevano raccontato che con le controffensive l’Ucraina aveva riconquistato centinaia di chilometri quadrati?
E invece adesso il vice capo dell’intelligence della difesa ucraina dice che la Russia sta preparando forze e riserve per attaccare e portare avanti un’offensiva, con l’obiettivo di conquistare l’intero Donbass entro settembre.
Le prove sarebbero negli attacchi missilistici sempre più intensi contro le città ucraine e nella produzione russa: circa 60 missili Iskander al mese.
Se mettiamo questo dato accanto al fatto che Zelensky dice di non avere più missili intercettori Patriot, si capisce bene quale sia l’equilibrio attuale sul campo, che appare sempre più sbilanciato a favore della Russia.
È evidente che negli ultimi giorni la Russia ha intensificato sia gli scontri al fronte sia i bombardamenti sul territorio ucraino, nonostante la narrazione continui a parlare di un’Ucraina in controffensiva.
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Arriviamo poi al report dell’Institute for the Study of War (ISW) di oggi, venerdì 17 aprile.
Secondo ISW, le forze russe nelle scorse ore hanno condotto la sesta serie più grande di attacchi con droni e missili mai avvenuta, con oltre 700 ordigni lanciati. Un attacco definito, di fatto, devastante.
Se analizziamo le varie zone del fronte, emerge un quadro molto chiaro, fatto di avanzate, non avanzate e infiltrazioni.
A Kupyansk, le forze russe sono avanzate, ma secondo ISW si tratta di avanzamenti non significativi.
A Sloviansk, invece, si parla di avanzate ucraine, anche se nella stessa zona vengono riportate anche avanzate russe da blogger militari russi, che però ISW considera non confermabili.
A Kostyantynivka-Druzhkivka, le forze russe risultano avanzate, con infiltrazioni russe e consolidamento di aree già rivendicate nei report precedenti.
A Dobropillya, si parla di progressi russi, ma non confermati perché riportati solo da fonti russe.
Poi abbiamo tutta una serie di infiltrazioni russe.
A Oleksandrivka ci sono infiltrazioni russe che, secondo ISW, non hanno modificato il controllo del territorio, quindi vengono classificate come nessuna avanzata russa.
Lo stesso schema si ripete a Hulyapole, dove vengono segnalate infiltrazioni russe, ma anche qui senza modifiche al fronte, quindi nessuna avanzata ufficiale.
In altre zone si parla ancora di infiltrazioni russe senza avanzamenti, sempre con la stessa logica: presenza sul terreno, ma senza riconoscimento formale di conquista.
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Il quadro complessivo, mettendo insieme tutti questi elementi, è abbastanza chiaro.
Da una parte abbiamo una narrazione che continua a parlare di successi ucraini e di controffensive.
Dall’altra parte, i dati mostrano una realtà in cui la Russia continua a premere, continua ad avanzare, anche se queste avanzate vengono spesso definite non significative, oppure trasformate in infiltrazioni, oppure considerate non confermate.
Il risultato è che la situazione sul campo appare sempre più critica.
La Russia ha intensificato gli attacchi, ha colpito infrastrutture strategiche, sta preparando una nuova offensiva e continua a mantenere l’iniziativa.
E quindi, al di là della narrazione, il dato concreto è questo: la Russia continua a ottenere risultati, mentre l’Ucraina si trova in una situazione sempre più difficile.
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