Stanotte la Flotilla diretta a Gaza è stata attaccata. Undici imbarcazioni, tra cui italiane, britanniche e polacche. A bordo volontari e giornalisti con “armi” pericolosissime: acqua, cibo, medicinali. Risultato: droni non identificati, esplosivi, sostanze urticanti. Per fortuna nessuna vittima. Ma il mistero resta: chi sarà stato?
L’organizzazione chiede all’ONU e ai paesi coinvolti una scorta e osservatori diplomatici. Tajani ha già detto: “Israele tuteli chi è a bordo”. E Crosetto – dal Fatto Quotidiano – manda la nave militare Fasan. Almeno quello è un segnale concreto.
Intanto Giorgia gioca la solita partita: “non siamo contrari al riconoscimento dello Stato di Palestina, ma solo se si liberano gli ostaggi e Hamas resta fuori dal governo”. Tradotto: un no mascherato. Solita strategia del “dire no senza dire no”.
Peccato che nel frattempo l’Italia continui a commerciare armi con Israele, armi che finiscono a Gaza e uccidono bambini. Ora però temono il calo di consensi dopo lo sciopero di lunedì. E allora? Via coi soliti giochetti: promesse finte e un po’ di vittimismo.
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