Zelensky parla di riconquiste, ma a muoversi sono solo i russi. Intanto la narrativa crolla tra fake, bombe su raffinerie e petrolio alle stelle. L’Europa paga tutto, si isola, e parla di invasione russa.
Mandiamo soldi a Kiev per fabbricare armi, poi le ricompriamo e lo chiamiamo “investimento”. Se la minaccia russa non basta, si amplifica. Così ci spennano per il riarmo e se scoppia la guerra possono dire: “Ve l’avevamo detto”.
Droni, allarmi falsi e bugie in serie: Polonia e Ucraina provano a portarci dritti in guerra con Mosca. Intanto noi alziamo caccia, firmiamo assegni e militarizziamo tutto, mentre loro si inventano tetti distrutti e “prove” che non reggono.
Il tetto distrutto in Polonia? Non per colpa dei droni russi, ma di un missile polacco. Eppure media e politici hanno già usato l’incidente per spingere truppe NATO verso l’Ucraina. Sparare prima di verificare: così si fa politica oggi in Europa.
I droni ucraini fanno salire il prezzo del petrolio e noi festeggiamo. Miliardi buttati in armi e sanzioni, benzina più cara e industrie in difficoltà. Ma continuiamo a seguire chi ci prende in giro, pensando pure di essere furbi.
Mosca ricorda all’Europa di essere già in guerra con la Russia. Zelensky propone un vertice con Trump e Putin, ma intanto chiede altri 120 miliardi. Cresce la tensione tra esercitazioni NATO e attacchi con droni. Ma per l’Occidente, la vittoria sarebbe vicina.
Alcuni droni senza testata finiscono in Polonia e Romania. Ufficialmente è colpa della Russia, ma l’ipotesi che siano stati inviati da Kiev per provocare una reazione NATO prende piede. Chi ha davvero interesse a un’escalation?
Il ministro della Difesa ucraino chiede oltre 100 miliardi di euro per mantenere l’esercito anche in caso di fine della guerra. L’Europa, intanto, continua a finanziare senza limiti, sacrificando sanità, istruzione e servizi pubblici.
Droni russi in legno e polistirolo cadono in Polonia e sorvolano la Romania: scatta l’allarme NATO. Nessun danno, ma massima reazione militare e retorica bellica. Mentre la diplomazia scompare, cresce la tensione su scenari sempre più assurdi.
ai droni in legno caduti in Polonia nasce la nuova idea UE: un “muro di droni” dal Baltico al Mar Nero per difendersi dalla Russia. Una proposta che alimenta il riarmo, affossa i negoziati e mostra tutte le contraddizioni della NATO tra propaganda e figuracce.